29 anni dopo lo sbarco Alleato sul litorale a sud di Roma, che avrebbe portato alla liberazione della Capitale, venivo alla luce proprio a Nettuno, teatro dell’evento militare. Sarà per questa coincidenza o per le ore trascorse a parlare con nonno Pasquale, fatto sta che ho un legame molto forte con la storia, disciplina, questa, che amo molto.

Cresco in una famiglia felice ed unita: sono la prima figlia di Paolo ed Emilia e la prima nipote di nonno Pasquale e di nonna Anna.

A quattro anni scopro di nutrire una  passione fortissima per qualcosa che non sapevo neanche esistesse: il giornalismo.

Accendo il Geloso dei miei genitori e, microfono alla mano, intervisto loro, i nonni, lo zio.

La mia domanda preferita, rivolta alla mamma :” Signora, è vero che sua figlia è molto brava e intelligente?”

E lei, per farmi comprendere che l’umiltà era un tratto essenziale nella vita, rispondeva sorridendo: “No, è stata informata male su mia figlia”.

E io battevo i piedi ma poi capivo, ho capito: l’umiltà avrebbe dovuto essere la compagna fedele di tutto ciò che avrei fatto.

Scuole elementari private, medie statali, sempre china sui libri, tanto che i compagni mi chiamano “Giacomo Leopardi”.

A 14 anni la folgorazione: voglio scrivere su un giornale locale.

Detto, fatto: acquisto una copia del periodico più venduto, vedo il nome del Direttore e gli telefono a casa, di sera, all’ora di cena.

Mi mette alla prova: “Scrivi un pezzo sulla scuola”.

Lo faccio.

Il giorno del mio 15° compleanno il regalo più bello: l’articolo pubblicato.

Dopo la maturità scientifica, la laurea in Scienze Politiche.

Nel 2000 arriva l’iscrizione all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti: stampata nell’anima, l’emozione di quando mi è stato consegnato tra le mani il tesserino color bordeaux.

Ce l’avevo fatto: ero una Giornalista, ma sentivo che volevo fare di più.

Quel “di più” mi si è presentato nel 2005, quando ho avuto il privilegio di collaborare con  un giornale on line inviato agli italiani sparsi nel mondo.

Pensai che sarebbe stato bello, attraverso i miei articoli, regalare loro un pezzo della nostra Italia: e fu così che cominciai a scrivere delle nostre tradizioni culinarie.

Attraverso i miei articoli a loro arrivava un odore, un sapore, un ricordo della Patria lontana.

Nel 2008 la pubblicazione del mio primo libro, nato da una promessa fatto a nonno Pasquale: un giorno avrei scritto di noi.

Qualche mese, fondo la mia Associazione Culturale “Araba Fenice”, così chiamata in onore di mia madre, che è rinata dalle ceneri, dopo l’improvvisa morte di mio padre nel 2005, e ha dato la forza di farlo anche a mia sorella Lorenza e alla sottoscritta.

Seguono altri due romanzi, due libri reportage e due raccolte di racconti per bambini, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza all’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma.

Nel 2009 ritorno alla mia grande passione, il giornalismo, e vengo nominata Direttore Responsabile del periodico “BCC Nettuno Informa”.

E oggi sono qui e divento madre di questo blog che spero sarà il blog di tutti coloro che vorranno amarlo.

Perché, ed è una cosa che ho capito con il tempo e con le mie quattordici commedie di cui sono stata l’autrice, la regista e l’interprete principale, non c’è bellezza comparabile alla condivisione.

E poi…e poi perché sono una scrittrice e come mi ha detto un mio carissimo amico “Come tale hai bisogno di fare partecipi gli altri delle tue emozioni, dei tuoi pensieri”.

Il mio blog, il vostro blog: nella speranza che diventi per tutti voi un luogo dell’anima.

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